Solo, il migliore Star Wars dell’era Disney

Prima di entrare in sala a vedere Solo: A Star Wars Story avevo sentimenti contrastanti e un’aspettativa tutto sommato moderata. Un po’ per le note vicende produttive che hanno gettato un’ombra sul film, un po’ per l’accoglienza tiepida della stampa, un po’ per la delicatezza insita nell’affrontare la origin story di uno dei personaggi più iconici della saga (e dell’immaginario collettivo). Certo, il trailer era stato d’impatto e il precedente spin-off mi era piaciuto, ma il rischio di scivolone era dietro l’angolo. E invece, uscito dal cinema, ho capito subito di aver appena visto il migliore Star Wars dell’era Disney. Finora. Continua a leggere

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Leggere It a ventotto anni

Nel 2017 ho letto 13 libri, sei in meno rispetto al 2016. Brutto affare. Per trovare un anno in cui ho letto meno libri bisogna risalire al 2011, quando mi fermai a 12 (fonte: mio profilo su Anobii). In mezzo una bella sequenza di annate in cui ho letto molto, culminate nel mio record personale del 2014 (29 libri). Tutti numeri di cui vado molto fiero, visto che vivo in un Paese dove il 60% della popolazione dichiara di leggere meno di un libro all’anno (il che dovrebbe fare più o meno 0, se ho fatto bene l’esame di quinta elementare). Continua a leggere

Il libro che mi ha fatto tornare al fantasy

Il fantasy andava forte in libreria, quando avevo tredici anni. Era l’epoca dei film de Il signore degli anelli, per capirci, e l’intero genere era in fermento. Io mi trovavo in quella particolare fase della vita di ogni lettore in cui ero ormai decisamente cresciuto per i libri per bambini, ma non ancora abbastanza grande da spingermi in certi anfratti delle librerie. Ero in mezzo al guado, e non trovai niente di meglio cui aggrapparmi dei libri fantasy: un genere letterario rassicurante che avevo sempre frequentato (condividi se anche tu sei cresciuto a pane e Redwall!), ma con il giusto tasso di violenza, ombre e nefandezze che mi avrebbe traghettato nella vita adulta. Continua a leggere

Rogue One, una storia di Star Wars

In quel periodo magico e oscuro che va dall’infanzia all’adolescenza ho passato parecchio tempo nell’universo di Star Wars. E non tanto grazie ai film: le vere porte verso gli angoli più remoti della galassia lontana lontana, almeno per me, sono stati i videogiochi. Perché indirizzavano linee narrative in ogni direzione, nel tempo e nello spazio; perché facevano luce su storie e personaggi soltanto accennati nella saga principale; perché, in alcuni casi, potevano osare – nei temi e nello stile – là dove i film non si sarebbero mai avventurati. Continua a leggere

The Young Pop

Doverosa premessa: non ho mai scritto di serie tv perché non vedo serie tv. Le ho sempre considerate un impegno troppo gravoso in termini di tempo e attenzione, nonostante sia un mondo che mi affascina da sempre. Ma se uno deve fare uno strappo alla regola, tanto vale farlo per una serie-evento, no? Continua a leggere

Sing Street, capolavorico

C’è questa espressione tutta anglosassone che mi ha sempre fatto impazzire: coming of age. Sentite come suona bene? Coming of age, dove per age si intende “adult”. Il passaggio dall’infanzia alla vita adulta, sintetizzato in tre parole ricche di sottintesi. E gli anglosassoni sono talmente bravi, e questa espressione deve affascinare tanto anche loro, che la usano anche per un genere narrativo preciso. E tra i miei film e libri preferiti compaiono tanti di quei coming of age che neanche vi immaginate. Continua a leggere

Se questo fosse un film americano

Se questo fosse un film americano, saremmo qui a parlare di Oscar al miglior attore, di grandi storie di rivincita e di una regia mozzafiato. Qualcuno storcerebbe il naso di fronte ad alcune scelte di sceneggiatura, altri elogerebbero il ritmo incalzante o la composizione delle scene, o magari la scelta delle musiche. Alcuni lo attenderebbero per settimane, forse mesi, e soprattutto la gente accorrerebbe in massa a vederlo al cinema. Continua a leggere