Rogue One, una storia di Star Wars

In quel periodo magico e oscuro che va dall’infanzia all’adolescenza ho passato parecchio tempo nell’universo di Star Wars. E non tanto grazie ai film: le vere porte verso gli angoli più remoti della galassia lontana lontana, almeno per me, sono stati i videogiochi. Perché indirizzavano linee narrative in ogni direzione, nel tempo e nello spazio; perché facevano luce su storie e personaggi soltanto accennati nella saga principale; perché, in alcuni casi, potevano osare – nei temi e nello stile – là dove i film non si sarebbero mai avventurati. Continua a leggere

The Young Pop

Doverosa premessa: non ho mai scritto di serie tv perché non vedo serie tv. Le ho sempre considerate un impegno troppo gravoso in termini di tempo e attenzione, nonostante sia un mondo che mi affascina da sempre. Ma se uno deve fare uno strappo alla regola, tanto vale farlo per una serie-evento, no? Continua a leggere

Sing Street, capolavorico

C’è questa espressione tutta anglosassone che mi ha sempre fatto impazzire: coming of age. Sentite come suona bene? Coming of age, dove per age si intende “adult”. Il passaggio dall’infanzia alla vita adulta, sintetizzato in tre parole ricche di sottintesi. E gli anglosassoni sono talmente bravi, e questa espressione deve affascinare tanto anche loro, che la usano anche per un genere narrativo preciso. E tra i miei film e libri preferiti compaiono tanti di quei coming of age che neanche vi immaginate. Continua a leggere

Se questo fosse un film americano

Se questo fosse un film americano, saremmo qui a parlare di Oscar al miglior attore, di grandi storie di rivincita e di una regia mozzafiato. Qualcuno storcerebbe il naso di fronte ad alcune scelte di sceneggiatura, altri elogerebbero il ritmo incalzante o la composizione delle scene, o magari la scelta delle musiche. Alcuni lo attenderebbero per settimane, forse mesi, e soprattutto la gente accorrerebbe in massa a vederlo al cinema. Continua a leggere

To the Moon, o della dignità del videogioco

Quando, circa due anni fa, aprii questo blog, non avrei mai immaginato di trovarmi a scrivere due post consecutivi sui videogiochi. Per quanto abbiano rappresentato una fetta importante della formazione culturale del sottoscritto, sento che appartengono più al mio passato che al mio presente, per tutta una serie di motivi che non sto qui a elencare. Ero convinto che, su questo blog, avrebbero trovato spazio solo in un’ottica nostalgica. Poi, all’improvviso, è arrivato To the Moon. Continua a leggere

Canale Mussolini, storia della mia terra

È proprio vero: i luoghi del mondo esistono soltanto se sono grandi abbastanza da comparire in un’opera di narrativa. Quanti spazi bianchi ci sono sul nostro planisfero mentale? E a quanti luoghi abbiamo tributato più spazio di quanto ne meriterebbero? Stephen King ha fatto la fortuna del Maine ma perché, per esempio, nessuno scrive romanzi ambientati in provincia di Latina? Continua a leggere

Heart of the Sea, quando l’adattamento tradisce

C’è un periodo – più o meno da inizio Dicembre a fine Gennaio – in cui escono al cinema talmente tanti film che voglio vedere che è quasi imbarazzante, oltre che dannoso per le mie finanze. Anche quest’anno, puntualmente, si ripete la stessa storia (con l’aggravante Star Wars, se possibile), così ho giocato d’anticipo. Il primo film finito sulla lista è stato Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick. Continua a leggere