Il libro che mi ha fatto tornare al fantasy

Il fantasy andava forte in libreria, quando avevo tredici anni. Era l’epoca dei film de Il signore degli anelli, per capirci, e l’intero genere era in fermento. Io mi trovavo in quella particolare fase della vita di ogni lettore in cui ero ormai decisamente cresciuto per i libri per bambini, ma non ancora abbastanza grande da spingermi in certi anfratti delle librerie. Ero in mezzo al guado, e non trovai niente di meglio cui aggrapparmi dei libri fantasy: un genere letterario rassicurante che avevo sempre frequentato (condividi se anche tu sei cresciuto a pane e Redwall!), ma con il giusto tasso di violenza, ombre e nefandezze che mi avrebbe traghettato nella vita adulta. Continua a leggere

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Rogue One, una storia di Star Wars

In quel periodo magico e oscuro che va dall’infanzia all’adolescenza ho passato parecchio tempo nell’universo di Star Wars. E non tanto grazie ai film: le vere porte verso gli angoli più remoti della galassia lontana lontana, almeno per me, sono stati i videogiochi. Perché indirizzavano linee narrative in ogni direzione, nel tempo e nello spazio; perché facevano luce su storie e personaggi soltanto accennati nella saga principale; perché, in alcuni casi, potevano osare – nei temi e nello stile – là dove i film non si sarebbero mai avventurati. Continua a leggere

The Young Pop

Doverosa premessa: non ho mai scritto di serie tv perché non vedo serie tv. Le ho sempre considerate un impegno troppo gravoso in termini di tempo e attenzione, nonostante sia un mondo che mi affascina da sempre. Ma se uno deve fare uno strappo alla regola, tanto vale farlo per una serie-evento, no? Continua a leggere

Sing Street, capolavorico

C’è questa espressione tutta anglosassone che mi ha sempre fatto impazzire: coming of age. Sentite come suona bene? Coming of age, dove per age si intende “adult”. Il passaggio dall’infanzia alla vita adulta, sintetizzato in tre parole ricche di sottintesi. E gli anglosassoni sono talmente bravi, e questa espressione deve affascinare tanto anche loro, che la usano anche per un genere narrativo preciso. E tra i miei film e libri preferiti compaiono tanti di quei coming of age che neanche vi immaginate. Continua a leggere

Se questo fosse un film americano

Se questo fosse un film americano, saremmo qui a parlare di Oscar al miglior attore, di grandi storie di rivincita e di una regia mozzafiato. Qualcuno storcerebbe il naso di fronte ad alcune scelte di sceneggiatura, altri elogerebbero il ritmo incalzante o la composizione delle scene, o magari la scelta delle musiche. Alcuni lo attenderebbero per settimane, forse mesi, e soprattutto la gente accorrerebbe in massa a vederlo al cinema. Continua a leggere

To the Moon, o della dignità del videogioco

Quando, circa due anni fa, aprii questo blog, non avrei mai immaginato di trovarmi a scrivere due post consecutivi sui videogiochi. Per quanto abbiano rappresentato una fetta importante della formazione culturale del sottoscritto, sento che appartengono più al mio passato che al mio presente, per tutta una serie di motivi che non sto qui a elencare. Ero convinto che, su questo blog, avrebbero trovato spazio solo in un’ottica nostalgica. Poi, all’improvviso, è arrivato To the Moon. Continua a leggere

Canale Mussolini, storia della mia terra

È proprio vero: i luoghi del mondo esistono soltanto se sono grandi abbastanza da comparire in un’opera di narrativa. Quanti spazi bianchi ci sono sul nostro planisfero mentale? E a quanti luoghi abbiamo tributato più spazio di quanto ne meriterebbero? Stephen King ha fatto la fortuna del Maine ma perché, per esempio, nessuno scrive romanzi ambientati in provincia di Latina? Continua a leggere