I libri migliori li ho letti d’estate

Da bambino leggevo tantissimo, soprattutto d’estate. Tutti i giorni, dopo pranzo, nelle ore più calde e infuocate mi stendevo sul letto in camera mia e leggevo per un paio d’ore. Era un momento magico e – ho scoperto in seguito – difficilmente replicabile: la stanza fresca, il frinire delle cicale, la distesa luminosa della campagna col profilo azzurrognolo delle montagne sullo sfondo. E, soprattutto, la libertà di poter passare mezzo pomeriggio a fantasticare tra le pagine di un libro, e basta. Continua a leggere

Abbiamo ancora bisogno di Zafón

Il primo post che ho scritto su questo blog era una strana recensione mascherata da riflessione lettario-filosofica. Avevo appena letto Marina di Carlos Ruiz Zafón, un libro clamoroso, e sentivo il bisogno di cominciare questa avventura con qualcosa che mi piacesse e rappresentasse al meglio. Oggi, tre anni e mezzo dopo, il blog è ancora vivo e lotta insieme a noi, mentre io sono ancora qui a scrivere dell’autore che più di ogni altro mi ha segnato in questi anni. Continua a leggere

Elogio del paratesto: le dediche dei libri

Negli ultimi tempi uno dei post più letti di questo blog è stato – un po’ a sorpresa – un articolo che contiene la parola “paratesto” sia nel titolo che nella prima riga, su una tematica che francamente pensavo interessasse solo me. Da bravo scrittore commerciale quale sono, ho deciso adesso di scrivere un sequel di quel post, che magari – chissà – sarà solo il secondo di una saga o di un Universo Condiviso che mi farà fare soldi a palate. Continua a leggere

Canale Mussolini, storia della mia terra

È proprio vero: i luoghi del mondo esistono soltanto se sono grandi abbastanza da comparire in un’opera di narrativa. Quanti spazi bianchi ci sono sul nostro planisfero mentale? E a quanti luoghi abbiamo tributato più spazio di quanto ne meriterebbero? Stephen King ha fatto la fortuna del Maine ma perché, per esempio, nessuno scrive romanzi ambientati in provincia di Latina? Continua a leggere

L’uomo di Marte: manuale di sopravvivenza

Negli ultimi mesi ho letto diversi libri incentrati sul tema della sopravvivenza in ambienti ostili. Il primo è stato Nel cuore dell’oceano, di cui ho parlato in modo esteso in un post. Poi è stata la volta di Endurance, la storia del viaggio di Ernest Shackleton in Antartide (altro gran ben libro). Da ultimo, in una escalation di luoghi sempre più remoti e improbabili, è toccato a L’uomo di Marte di Andy Weir (Newton Compton Editori, 2014). Continua a leggere

Atlante delle isole remote

Tutti i posti in cui voglio andare sono isole: devo forse preoccuparmi? Ero giunto a questa conclusione già da un po’, ma la certezza è arrivata leggendo un libro bellissimo regalatomi a Natale dalla mia ragazza: un libro che inseguivo da tempo, e che forse neanche si legge, ma si sfoglia. Si intitola Atlante delle isole remote, lo ha scritto un’autrice tedesca – Judith Schalansky – e ha un sottotitolo che dice tutto e mi ha conquistato all’istante: “Cinquanta isole dove non sono mai stata e mai andrò”. Continua a leggere

Nel cuore dell’oceano: una storia di sopravvivenza

L’ultimo libro che ho letto nel 2014 è un volume di quindici anni fa, deformato per l’umidità e dall’odore di libro invecchiato, che ho visto girare per casa e non ho resistito alla tentazione di acciuffare. Si intitola Nel cuore dell’oceano, lo ha scritto Nathaniel Philbrick e il suo riassunto perfetto si trova sulla quarta di copertina dell’edizione italiana (Garzanti): “un’avventura di uomini, di mare, di orrore: la vera storia della baleniera che ha ispirato Moby Dick”. Continua a leggere