Atlante delle isole remote

Tutti i posti in cui voglio andare sono isole: devo forse preoccuparmi? Ero giunto a questa conclusione già da un po’, ma la certezza è arrivata leggendo un libro bellissimo regalatomi a Natale dalla mia ragazza: un libro che inseguivo da tempo, e che forse neanche si legge, ma si sfoglia. Si intitola Atlante delle isole remote, lo ha scritto un’autrice tedesca – Judith Schalansky – e ha un sottotitolo che dice tutto e mi ha conquistato all’istante: “Cinquanta isole dove non sono mai stata e mai andrò”.
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Nel cuore dell’oceano: una storia di sopravvivenza

L’ultimo libro che ho letto nel 2014 è un volume di quindici anni fa, deformato per l’umidità e dall’odore di libro invecchiato, che ho visto girare per casa e non ho resistito alla tentazione di acciuffare. Si intitola Nel cuore dell’oceano, lo ha scritto Nathaniel Philbrick e il suo riassunto perfetto si trova sulla quarta di copertina dell’edizione italiana (Garzanti): “un’avventura di uomini, di mare, di orrore: la vera storia della baleniera che ha ispirato Moby Dick”. Continua a leggere

Elogio delle mappe geografiche

Qualche settimana fa ho cominciato a scrivere un nuovo romanzo. Si svolge al giorno d’oggi, in un luogo immaginario ma verosimile, da qualche parte in Italia. Mentre mi lambiccavo il cervello con la trama e i personaggi, mi sono accorto che non sarei andato molto lontano: c’era qualcosa che mancava, qualcosa che, con la sua assenza, mi impediva di immaginare anche la più semplice delle situazioni. Quello che mi mancava era una mappa geografica. Continua a leggere