Vent’anni di The Curse of Monkey Island

C’è stato un tempo in cui ho solcato i sette mari insieme a una ciurma di barbieri pirati, sfidando a duello capitani di vascello dalla lingua tagliente e cannoneggiando un esercito di non morti. C’è stato un tempo in cui mi sono avventurato in paludi nebbiose alla scoperta dei segreti del voodoo, minacciato da un temibile teschio demoniaco. C’è stato un tempo in cui ho risvegliato l’antica divinità vegetariana di un vulcano ormai spento, sfidando la collera di contrabbandieri e navigatori solitari, soltanto per ritrovare l’amore di una vita. C’è stato questo tempo – e molti altri ancora – e non avevo neanche dieci anni. Continua a leggere

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Il libro che mi ha fatto tornare al fantasy

Il fantasy andava forte in libreria, quando avevo tredici anni. Era l’epoca dei film de Il signore degli anelli, per capirci, e l’intero genere era in fermento. Io mi trovavo in quella particolare fase della vita di ogni lettore in cui ero ormai decisamente cresciuto per i libri per bambini, ma non ancora abbastanza grande da spingermi in certi anfratti delle librerie. Ero in mezzo al guado, e non trovai niente di meglio cui aggrapparmi dei libri fantasy: un genere letterario rassicurante che avevo sempre frequentato (condividi se anche tu sei cresciuto a pane e Redwall!), ma con il giusto tasso di violenza, ombre e nefandezze che mi avrebbe traghettato nella vita adulta. Continua a leggere

I libri migliori li ho letti d’estate

Da bambino leggevo tantissimo, soprattutto d’estate. Tutti i giorni, dopo pranzo, nelle ore più calde e infuocate mi stendevo sul letto in camera mia e leggevo per un paio d’ore. Era un momento magico e – ho scoperto in seguito – difficilmente replicabile: la stanza fresca, il frinire delle cicale, la distesa luminosa della campagna col profilo azzurrognolo delle montagne sullo sfondo. E, soprattutto, la libertà di poter passare mezzo pomeriggio a fantasticare tra le pagine di un libro, e basta. Continua a leggere

Abbiamo ancora bisogno di Zafón

Il primo post che ho scritto su questo blog era una strana recensione mascherata da riflessione lettario-filosofica. Avevo appena letto Marina di Carlos Ruiz Zafón, un libro clamoroso, e sentivo il bisogno di cominciare questa avventura con qualcosa che mi piacesse e rappresentasse al meglio. Oggi, tre anni e mezzo dopo, il blog è ancora vivo e lotta insieme a noi, mentre io sono ancora qui a scrivere dell’autore che più di ogni altro mi ha segnato in questi anni. Continua a leggere

Elogio del paratesto: le dediche dei libri

Negli ultimi tempi uno dei post più letti di questo blog è stato – un po’ a sorpresa – un articolo che contiene la parola “paratesto” sia nel titolo che nella prima riga, su una tematica che francamente pensavo interessasse solo me. Da bravo scrittore commerciale quale sono, ho deciso adesso di scrivere un sequel di quel post, che magari – chissà – sarà solo il secondo di una saga o di un Universo Condiviso che mi farà fare soldi a palate. Continua a leggere

Rogue One, una storia di Star Wars

In quel periodo magico e oscuro che va dall’infanzia all’adolescenza ho passato parecchio tempo nell’universo di Star Wars. E non tanto grazie ai film: le vere porte verso gli angoli più remoti della galassia lontana lontana, almeno per me, sono stati i videogiochi. Perché indirizzavano linee narrative in ogni direzione, nel tempo e nello spazio; perché facevano luce su storie e personaggi soltanto accennati nella saga principale; perché, in alcuni casi, potevano osare – nei temi e nello stile – là dove i film non si sarebbero mai avventurati. Continua a leggere

The Young Pop

Doverosa premessa: non ho mai scritto di serie tv perché non vedo serie tv. Le ho sempre considerate un impegno troppo gravoso in termini di tempo e attenzione, nonostante sia un mondo che mi affascina da sempre. Ma se uno deve fare uno strappo alla regola, tanto vale farlo per una serie-evento, no? Continua a leggere