Solo, il migliore Star Wars dell’era Disney

Prima di entrare in sala a vedere Solo: A Star Wars Story avevo sentimenti contrastanti e un’aspettativa tutto sommato moderata. Un po’ per le note vicende produttive che hanno gettato un’ombra sul film, un po’ per l’accoglienza tiepida della stampa, un po’ per la delicatezza insita nell’affrontare la origin story di uno dei personaggi più iconici della saga (e dell’immaginario collettivo). Certo, il trailer era stato d’impatto e il precedente spin-off mi era piaciuto, ma il rischio di scivolone era dietro l’angolo. E invece, uscito dal cinema, ho capito subito di aver appena visto il migliore Star Wars dell’era Disney. Finora. Continua a leggere

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Ho (quasi) vinto il Premio Robot

Allora, è andata più o meno così. Nel 2015 scrissi un racconto di fantascienza intitolato Le piantagioni. Avevo questa idea in mente – un mondo futuribile in cui l’Africa rappresentasse l’ultima speranza dell’umanità – e prendendo ispirazioni da varie fonti (non ultimo il mondo reale) buttai giù una quindicina di pagine. Lo inviai al Premio Robot, il principale concorso dedicato alla narrativa breve di fantascienza in Italia. Con mia grande sorpresa Le piantagioni arrivò in finale, in compagnia di opere di autori già affermati, e venne pubblicato su Robot 78. Continua a leggere

Leggere It a ventotto anni

Nel 2017 ho letto 13 libri, sei in meno rispetto al 2016. Brutto affare. Per trovare un anno in cui ho letto meno libri bisogna risalire al 2011, quando mi fermai a 12 (fonte: mio profilo su Anobii). In mezzo una bella sequenza di annate in cui ho letto molto, culminate nel mio record personale del 2014 (29 libri). Tutti numeri di cui vado molto fiero, visto che vivo in un Paese dove il 60% della popolazione dichiara di leggere meno di un libro all’anno (il che dovrebbe fare più o meno 0, se ho fatto bene l’esame di quinta elementare). Continua a leggere

Vent’anni di The Curse of Monkey Island

C’è stato un tempo in cui ho solcato i sette mari insieme a una ciurma di barbieri pirati, sfidando a duello capitani di vascello dalla lingua tagliente e cannoneggiando un esercito di non morti. C’è stato un tempo in cui mi sono avventurato in paludi nebbiose alla scoperta dei segreti del voodoo, minacciato da un temibile teschio demoniaco. C’è stato un tempo in cui ho risvegliato l’antica divinità vegetariana di un vulcano ormai spento, sfidando la collera di contrabbandieri e navigatori solitari, soltanto per ritrovare l’amore di una vita. C’è stato questo tempo – e molti altri ancora – e non avevo neanche dieci anni. Continua a leggere

Il libro che mi ha fatto tornare al fantasy

Il fantasy andava forte in libreria, quando avevo tredici anni. Era l’epoca dei film de Il signore degli anelli, per capirci, e l’intero genere era in fermento. Io mi trovavo in quella particolare fase della vita di ogni lettore in cui ero ormai decisamente cresciuto per i libri per bambini, ma non ancora abbastanza grande da spingermi in certi anfratti delle librerie. Ero in mezzo al guado, e non trovai niente di meglio cui aggrapparmi dei libri fantasy: un genere letterario rassicurante che avevo sempre frequentato (condividi se anche tu sei cresciuto a pane e Redwall!), ma con il giusto tasso di violenza, ombre e nefandezze che mi avrebbe traghettato nella vita adulta. Continua a leggere

I libri migliori li ho letti d’estate

Da bambino leggevo tantissimo, soprattutto d’estate. Tutti i giorni, dopo pranzo, nelle ore più calde e infuocate mi stendevo sul letto in camera mia e leggevo per un paio d’ore. Era un momento magico e – ho scoperto in seguito – difficilmente replicabile: la stanza fresca, il frinire delle cicale, la distesa luminosa della campagna col profilo azzurrognolo delle montagne sullo sfondo. E, soprattutto, la libertà di poter passare mezzo pomeriggio a fantasticare tra le pagine di un libro, e basta. Continua a leggere

Abbiamo ancora bisogno di Zafón

Il primo post che ho scritto su questo blog era una strana recensione mascherata da riflessione lettario-filosofica. Avevo appena letto Marina di Carlos Ruiz Zafón, un libro clamoroso, e sentivo il bisogno di cominciare questa avventura con qualcosa che mi piacesse e rappresentasse al meglio. Oggi, tre anni e mezzo dopo, il blog è ancora vivo e lotta insieme a noi, mentre io sono ancora qui a scrivere dell’autore che più di ogni altro mi ha segnato in questi anni. Continua a leggere

Elogio del paratesto: le dediche dei libri

Negli ultimi tempi uno dei post più letti di questo blog è stato – un po’ a sorpresa – un articolo che contiene la parola “paratesto” sia nel titolo che nella prima riga, su una tematica che francamente pensavo interessasse solo me. Da bravo scrittore commerciale quale sono, ho deciso adesso di scrivere un sequel di quel post, che magari – chissà – sarà solo il secondo di una saga o di un Universo Condiviso che mi farà fare soldi a palate. Continua a leggere