Come si gira un (grande) B-Movie

Salve, e benvenuti al corso accelerato su “Come si gira un (grande) B-Movie”. Prego, prendete posto dove volete. Siamo al completo? Oh, prego signor Bay, si accomodi, mancava solo lei in effetti. Bene, direi che ci siamo tutti. Possiamo cominciare.

Per prima cosa vorrei spezzare una lancia a favore dei B-Movie. Penso che dovremmo tutti lasciare da parte quel preconcetto negativo che aleggia attorno a questo termine, e concentrarci invece sul fatto che, se fatto bene, un B-Movie può regalare tantissime soddisfazioni. Chi va a vedere un film del genere vuole solo divertirsi e vedere qualche scena spettacolare, e voi dovete dargli esattamente quello che vuole.

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Cioè questo

Partiamo dalla trama quindi. Sui vostri banchi troverete un fazzoletto. No, non serve per asciugare le lacrime: nei B-Movie non si piange, garantito. Ho messo lì quel fazzoletto perché la trama deve essere contenuta tutta lì sopra. Su una sola facciata, si intende. Dovete asciugarla ai minimi termini, del tipo: c’è un’isola inesplorata, la squadra arriva sull’isola, compaiono i mostri, casino. Vedete come fila?

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Arrivano i mostri

Secondo punto: i personaggi. Purtroppo non ho altri fazzoletti da darvi, quindi per l’approfondimento psicologico e il background dovrete arrangiarvi. Ma in fondo, interessa davvero a qualcuno? I cliché sono stati inventati per i film di questo tipo, quindi saccheggiateli pure senza pietà. Vi do qualche dritta: l’avventuriero bello e muscoloso (ha un passato nell’esercito inglese? Se vi va accennate la cosa, ma poi non approfonditela sennò non la finiamo più), la fotoreporter dai sani principi morali (inserite qualche riferimento generico alle fosse comuni, ma non avventuratevi troppo in territori a voi sconosciuti), gli scienziati incompresi (magari uno grande, grosso e barbuto; un altro nero, occhialuto e mingherino). E poi i miei preferiti, tutti i personaggi stereotipati del film di guerra: il colonnello pazzoide, il veterano un po’ distaccato dal mondo, il nero simpatico, quello con la fascia in testa e – non dimenticatelo – quello che scrive la lettera a casa. Mi raccomando, usateli tutti. Non fatemi citare a sproposito Eco e Casablanca, ma sappiate che senza cliché il vostro B-Movie si sgonfierà: il pubblico vuole personaggi immediatamente riconoscibili, non deve perdere tempo a decodificarli.

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Date un (secondo) Oscar a questa donna

Ora, avete la trama e avete i personaggi principali. Aggiungete un nemico degno di questo nome e il gioco è fatto. Se vi affacciate nel soprannaturale è pure meglio. Quello che intendo è che potete anche farli combattere nella giungla contro un gorilla gigante, ma allora che questo gorilla sia davvero gigante: fatelo più alto degli alberi, sproporzionato nel corpo e inadatto alle leggi della fisica. Dovete lasciare a bocca aperta il vostro pubblico, che non si metterà mai lì a riflettere sulla plausibilità scientifica di ciò che sta vedendo. A questo punto, già che ci siete, aggiungete altri nemici: ragni giganti che impalano le persone, pterodattili dal sangue viola, lucertole a due zampe che vomitano teschi umani. Tutto è ammesso, anche far scontrare tra di loro umani e mostri. Basta che sia spettacolare, mi raccomando.

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E questo è niente

A proposito di spettacolarità, non dimenticate il paesaggio. Il paesaggio è fondamentale in un film del genere. Dovete ritagliarvi i giusti momenti per panoramiche mozzafiato e riprese aeree che mostrino la bellezza del paesaggio. In tal senso, un’isola sperduta del Pacifico, baie, fiumi e montagne inaccessibili giocano a vostro favore. Sapete cosa sarebbe utile? Qualche scena al tramonto, con cose o persone stagliate contro il sole. Lì lasciate il vostro pubblico a bocca aperta, garantito (molti di loro non avranno visto Apocalypse Now, tranquilli). Ovviamente dovete anche assicurarvi gli effetti speciali migliori sul mercato. E, una volta ottenuti, dovete ostentarli: fate combattere i mostri in un fiume piuttosto che sulla terraferma, così potete far vedere il pelo bagnato e gli schizzi d’acqua renderizzati in digitale. Furbo, no?

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Sforzo produttivo

Per la colonna sonora non serve un fenomeno. Prendete uno che faccia qualche partitura per riempire gli spazi, poi saccheggiate il repertorio pop-rock degli anni ’70. Al giorno d’oggi non siete nessuno se non riempite il vostro film di brani degli anni ’70. Anzi, vi dirò di più: potete dare un tocco autoriale in più al vostro B-Movie ambientandolo anche negli anni ’70! È una scelta interessante, perché vi consente di mettere in bocca ai personaggi parole come “Vietnam”, “Saigon” e “guerra fredda”, il che fa sempre comodo.

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E poi vai di Super8!

A questo punto il più è fatto, basta solo scegliere gli attori giusti. Sono finiti i tempi in cui i B-Movie erano pieni di volti sconosciuti. Oggi bisogna coinvolgere i nomi grossi, che poi, detto tra noi, si divertono tantissimo in questi ruoli. Prendete un belloccio avvezzo alle grandi produzioni (tipo, boh, Tom Hiddleston), un tipo carismatico e autorevole (John Goodman andrà più che bene), un’attrice bella e magari già vincitrice di Oscar (qualcuno ha detto Brie Larson? Ok, ma vestitela come Lara Croft). Ah, e poi Samuel L. Jackson. Non mi importa se non avete un ruolo tagliato su misura: lui deve esserci, lo mettete sul set e farà tutto da solo.

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Serve aggiungere altro?

Bene, avete praticamente tutti gli ingredienti per il vostro B-Movie. Ne manca solo uno: la scena dopo i titoli di coda. Mica ve l’eravate dimenticata, vero? Il vostro pubblico queste cose le sa, loro rimangono in sala per tutta la durata dei titoli per vedere quei trenta secondi scarsi che gli avete confezionato. E in cui, ovviamente, dove lanciare l’amo per il prossimo titolo del vostro universo cinematografico condiviso. Perché mica vorrete lasciare morire di solitudine tutti quei mostri, vero?

La mia lezione termina qui. Non importa se siete registi navigati o – cosa più probabile – semi-esordienti che hanno alle spalle solo film indipendenti presentati al Sundance: adesso avete tutti gli strumenti per realizzare un grande B-Movie, che sappia divertire e intrattenere il pubblico senza che poi questo si debba vergognare. Ma soprattutto, potrete realizzare il sogno che vi portate dentro fin dall’infanzia: campare filmando scontri spettacolari tra mostri giganti.

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15 pensieri su “Come si gira un (grande) B-Movie

  1. Sei stato grandissimo!
    Una recensione che mi ha tolto le parole di bocca (e ce ne vuole, perché sono logorroico), che poi, come tuo solito, è un atto di amore per il cinema…
    Pensa che sono andato a vedere questo film praticamente trascinato contro voglia e ne sono uscito talmente gasato da avere la certezza di aver visto una perla rara, un film incredibile, la quinta essenza dei B-Movie…
    Quanto hai detto è semplicemente perfetto, sottoscrivo ogni tua affermazione: bravissimo!

    • Grazie per il commento e per le belle parole! E’ confortante sapere che là fuori c’è qualcuno che la pensa come me… 🙂
      Diciamo che per molti aspetti questo è un film inaspettato, così come per me lo è stato il “Godzilla” di Gareth Edwards (un altro filmone superconsigliato!)

      • Scherzi? Lo adoro… ci ho praticamente costruito un post attorno… È sempre bello leggerti e sappi che hai tutta la mia stima, anche quando non ho il tempo per commentarti.

  2. l fatto che tu non venga pagato da nessuno per scrivere cose del genere è un crimine contro l’umanità. Sei veramente un grande. In tutti questi anni o visto maturare il tuo stile di scrittura e per me leggerti rimane un grandissimo piacere. Scommetto quello che vuoi che tra qualche anno entrerò da ibs ad aquistare il tuo ultimo romanzo e mi vanterò con la comessa del fatto che siamo cresciuti insieme. I miei più grandi complimenti Luì, veramente.

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