Dedicato ai folli e ai sognatori

Voglio partire dal paratesto, che come sempre la dice lunga anche sul testo. Sulla locandina di La La Land – film candidato a 14 premi Oscar – campeggia la frase “Dedicato ai folli e ai sognatori”. Potrei chiuderla anche qui, perché lo slogan, coraggiosamente lanciato su tutti i poster, racchiude l’essenza stessa del film.

Aspettavo La La Land da un bel po’, e la pioggia di notorietà sotto cui si è ritrovato a ridosso della stagione dei premi non ha fatto altro che cementare il mio hype. Il precedente lavoro del regista Damien Chazelle – Whiplash – è stato uno dei miei film della stagione 2015: mi ha fatto male quando l’ho visto al cinema – nel senso che sono uscito dalla sala provando dolore fisico, come se mi avessero preso a pugni nello stomaco per due ore – ma poi è cresciuto pian piano dentro di me fino a convincermi di aver visto un grande, grandissimo film. Ecco, Whiplash e La La Land non potrebbero essere più diversi, per stile, colore ed emozioni; eppure, sotto la superficie, si intravede la stessa mano e la stessa parabola sul sogno.

La La Land mette in chiaro tutto sin dal primo secondo (anzi, da prima: anche qui potremmo parlare di paratesto), con un incipit frenetico e volteggiante che mette in scena, a suon di piani sequenza, un numero musicale epico su uno svincolo autostradale intasato. Da lì in poi è un crescendo esplosivo di rara bellezza: una messa in scena talmente ricca, colorata ed entusiasmante che uno finisce col chiedersi perché non ci siano più musical al cinema.

Essenzialmente La La Land racconta la storia di due persone comuni che hanno sogni più grandi di loro, ma diciamolo: per buona parte del film la trama è soltanto un orpello aggiuntivo cui agganciare coreografie e numeri musicali. E va benissimo così, credetemi. La La Land è una vera gioia per gli occhi e per le orecchie, e travolge lo spettatore come un fiume in piena. Il numero iniziale (Another Day of Sun) fissa le aspettative su un livello altissimo, ma i successivi riescono nell’impresa di non essere da meno: impossibile non citare la preparazione delle ragazze prima dell’uscita serale (sulle note di Someone in the Crowd) o la lunga sequenza del corteggiamento con vista panoramica (talmente iconica da essere utilizzata nella locandina, e probabilmente già entrata nella storia). Solo gli esempi più significativi di una pellicola che si fonda su uno studio meticoloso dell’immagine, e di cui rimangono in mente particolari bellissimi e insignificanti: un vestito sgargiante, un tuffo in piscina o un tramonto rosa sull’oceano.

E poi, proprio quando uno è sopraffatto da tanto splendore visivo, ecco che la trama assesta il suo colpo di coda. Il finale del film – bellissimo a mio parere, forse l’unico possibile – chiude e allo stesso tempo ripercorre la vicenda, sulle note di un tema che è già un classico. E a quel punto si può anche piangere.

Ora, voglio essere sincero: La La Land non è la perfezione assoluta. Ha un problema di ritmo ad esempio – c’è un momento in cui sembra intopparsi, ma forse solo perché è andato troppo veloce prima – il che è quasi paradossale in un film fondato sulla musica. E non è scandaloso affermare che il film sia furbo in molte sue scelte e soluzioni. Ma, sinceramente, ad avercene di film così!

Una regia fantastica, una fotografia stellare (le luci che fanno parte integrante delle coreografie, i movimenti di macchina che avvolgono i personaggi), un montaggio arguto (bellissimo lo stacco che ci riporta alla prima scena per presentarci il secondo personaggio principale) e ovviamente una colonna musicale e un sonoro a livelli altissimi (ho adorato alcune interazioni, come quando un pezzo finisce e attacca la suoneria del telefono). Ma soprattutto una straordinaria coppia di protagonisti, bravi e belli al limite dell’oltraggio. Mi sa che avranno bisogno di una carriola, alla notte degli Oscar.

Non trovo alcun motivo valido per non consigliarvi di correre a vedere La La Land. Ah no, ecco, uno l’ho trovato: c’è il rischio che amerete questo film talmente tanto che poi vi troverete per settimane, mesi e forse anni a desiderare di vivere le vite dei suoi protagonisti.

Annunci

15 pensieri su “Dedicato ai folli e ai sognatori

  1. Anche a me è piaciuto tantissimo! nonostante fossi un pò scettica, spero che vinca la maggior parte dei premi oscar a cui è candidato perchè se li merita tutti. bella recensione anche io ne ho fatta una! 🙂

  2. Bella recensione, condivido! Ti dirò che da quando l’ho visto non riesco a smettere di canticchiare City of starts… Una cosa che mi fa arrabbiare è che molti lo stanno odiando senza motivo: è un film che mette d’accordo tutti e, se anche non ami il musical, non puoi dire che fa schifo, perché è, almeno tecnicamente, un gioiello del cinema moderno. Addirittura ho sentito commenti del tipo “storiella per chi ha 14 anni”, oppure “recitato malissimo senza emozioni”. Sembra sia la prima volta che vedono un musical in vita loro…

    • City of Stars entra proprio in testa… Ma devo ammettere che almeno una volta al giorno mi sento buona parte della colonna sonora!
      Credo che sia il classico film che molti finiscono con l’odiare per partito preso. Le 14 nomination non hanno aiutato in questo senso. Per fortuna molti lo vanno a vedere e si ricredono, anche perché, come dici tu, tecnicamente non c’è nulla da ridire…
      Grazie per la visita e per il commento! 🙂

  3. Hai scritto una recensione perfetta.
    Nello specifico, hai fatto quello che io amo definire, quando lo riscontro, il mantenere diritto il timone durante una tempesta!
    Il film in questione è senza ombra di dubbio il film del momento: preceduto da un piccolo cult come Whiplash (sia chiaro, per me un grandissimo film!) visto davvero quasi solo dagli appassionati di cinema e perlopiù snobbato dagli altri, nonché dalla sceneggiatura assolutamente geniale alla Twilight Zone di 10 Cloverfield Lane, questo musical ha letteralmente conquistato tutti e non solo ai Golden Globe dove ha stravinto, ma anche nel web, su Spotify, negli scaricamenti della colonna sonora e più in generale sul web; in questi casi, il rischio maggiore è sempre quello di una valutazione sbagliata dall’opera, dettata da parte degli snob, spinti a criticarlo solo dalla antipatia nei confronti di un’opera che piace a tanti, ma anche da parte delle persone invece non abituate a vedere opere metà filmiche ed a ridurla ad un semplice musical.
    Tu invece non sei caduto in alcuna di queste due tentazioni, forte di una cultura cinematografica evidente in ogni tua parola, hai condotto una critica del film precisa, ma anche appassionata, cogliendo tutti gli aspetti che lo rendono un grande film ed i piccoli difetti che non lo rendono un capolavoro assoluto.
    Una cosa è certa: Chazelle è veramente un grandissimo autore di cinema ed ha una voglia di raccontare storie per immagini come non si vedeva da tempo

    • Ti ringrazio per i complimenti e per il lunghissimo commento! Fa davvero piacere leggere queste cose 🙂
      Io l’altro giorno mi sono sorpreso a desiderare al più presto un nuovo film di Chazelle, questo per farti capire quanto mi abbia conquistato dopo sole due opere…
      Grazie ancora per il commento!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...