10 luoghi mitologici che ho visto solo nei film americani

La cosa che più ammiro del cinema – anche della letteratura, ma il cinema ha dalla sua la componente visiva – è la capacità di fondare immaginari collettivi. Il cinema dà forma alle nostre fantasie, crea ricordi che in realtà non abbiamo e ci fa stare tutti sotto lo stesso cielo. E il cinema – almeno in questa sua accezione – gli americani lo sanno fare troppo bene.

Ora, io in America non ci sono mai stato, eppure ho visto tanti di quei film che mi sembra di conoscerla come le mie tasche. Perché, se ci fate caso, nei film americani finiscono sempre a gironzolare attorno agli stessi, iconici luoghi; come se gli interi Stati Uniti fossero un set di seconda mano, pieno di scenografie da riciclare. Ma questi posti esistono davvero o si trovano solo nella mia mente forgiata da decine e decine di pellicole americane?

Fino a che non andrò a vedere di persona non lo saprò con certezza. Per il momento mi limito a una ricognizione semi-seria di questi luoghi mitologici. Voglio vedere fino a che punto le nostre mappe mentali si sovrappongono.

1) La scuola. C’è stato un periodo in cui ero seriamente convinto che, prima o poi, nel corso della mia carriera scolastica avrei avuto anche io un armadietto: uno spazio tutto mio da personalizzare con poster e adesivi, dove organizzare scherzoni memorabili ai danni dei malcapitati compagni. Non è andata proprio così, e l’invidia per tutti quegli studenti americani visti sullo schermo del cinema o della tv è rimasta. Comunque le scuole americane sembrano davvero fatte con lo stampino. Una volta un mio amico le descrisse più o meno così: “classica aula americana, di quelle con la carta geografica e lo scheletro nell’angolo”. C’è poco da aggiungere.

2) La tavola calda. Se penso all’America, penso alle tavole calde. Partiamo dal nome: non sono bar, non sono ristoranti, non sono pizzerie. Tavola calda (diner, in inglese): bastano queste due parole e nella mia mente si fondono familiarità e esotismo. Ok, ci sono tavole calde anche in Italia, non lo nego: ma parliamo di due mondi diversi, è inutile girarci attorno. La cosa più bella di questi templi della contro-alimentazione americana è l’arredamento. Ci sono sempre vetrate enormi che corrono tutt’attorno al perimetro del locale, con questi tavoli addossati alle finestre, e degli invitanti divanetti a fare da seduta. E poi il bancone chilometrico e quei contenitori gialli e rossi appoggiati un po’ ovunque. Per capirci, quando io penso alle tavole calde – e quindi all’America – penso a questo.

3) Il cortile di casa. Non importa in che città tu viva: in America puoi star sicuro che, se ti trovi appena fuori dal centro, avrai un cortile di casa proprio come tutti gli altri. Sul davanti, tra la strada e il portone di casa, si apre un bel prato verde, curato e ordinato (c’è sempre un vicino di casa che passa il tosaerba). È il luogo dove il ragazzo che gira in bici lancerà il giornale la mattina, dove il cane inseguirà il postino e dove il lattaio consegnerà la sua bottiglia. Sul retro, invece, troviamo immancabilmente i cassonetti. Opzionali: garage, casa sull’albero e canestro. Ma del canestro si può anche fare a meno, tanto c’è…

4) Il campetto da basket. Playground in cemento, rete di metallo a delimitare l’area, musica hip-hop che pompa da stereo giganti. È il regno dello street basket, forse quello più autentico. Ma è anche il luogo dove si aggiustano i dissapori e si risolvono i contrasti. Se uno ha un problema, in America, prende il suo pallone e va a fare due tiri a canestro, da solo, nel tramonto. Arriverà l’amico, o il padre, si scambieranno qualche parola, poi un sorriso e via con la sfida uno contro uno. Tutto risolto con la palla a spicchi. (Vero, ci sono anche in Italia i campetti da basket, e d’estate li ho frequentati anch’io. Ma ancora una volta non ci siamo, qui si rubano pure le retine dei canestri)

5) L’ufficio a cubicoli. In America è pieno di uffici a cubicoli: stanze enormi senza pareti, riempite da strutture sempre uguali a se stesse, che nascondono impiegati e Pc anni ’90. Un posto abbastanza alienante, ma è qui che nascono le leggende di giornalisti d’assalto, uomini d’affari e hacker senza paura. Peraltro, all’occorrenza, uno scenario del genere è perfetto per girare scene di tensione.

6) Il drive-in. Se c’è una cosa che mi manca nella vita, è vedere un film al drive-in. Lo so che al drive-in si va solo per pomiciare, ma c’è qualcosa che mi ha sempre elettrizzato nell’idea di uno schermo gigante, all’aperto, in quello che non è altro che un enorme parcheggio. Forse ciò che mi affascina è proprio la lontananza di questa idea, così distante dalla nostra cultura e dal nostro modo di intendere il cinema. (Un paio d’anni fa sfrecciavo nella notte di Milano a bordo di un taxi, quando ho intravisto un drive-in in pieno centro. Non ne avevo mai visto uno in vita mia: sono stato sul punto di dirottare il taxi per tornare indietro)

7) Il motel. Negli anni ingenui della mia infanzia, di fronte all’abbondanza di motel proposti dal cinema americano, mi ero convinto che si trattasse semplicemente dell’equivalente a stelle e strisce dei nostri hotel. Poi ho scoperto qual è la loro funzione principale (tanto negli Usa quanto in Italia). Ma il fascino dei motel cinematografici è rimasto intatto, con quel loro cortile polveroso, le camere tutte uguali affacciate sul portico e il personale scorbutico. E poi i motel svolgono una funzione fondamentale nel cinema americano: se qualcuno è in fuga (dalla polizia, dai gangster, dalla vita), è proprio qui che si rifugerà.

8) Il luna park. Sono l’unico che ha in mente questa immagine ben precisa del luna park americano? Che poi, spesso e volentieri, più che una struttura permanente è una fiera temporanea, stile festa del paese ma all’americana. C’è sempre la ruota panoramica (perfetta per scene d’amore pre-adolescenziale), il tiro al bersaglio (luogo ideale per fare i bulli con gli amici) e il tipo ambiguo che propone qualcosa di losco (possibilmente patti col diavolo). Se c’è un luogo che non può mancare in un film sul passaggio dall’infanzia all’adolescenza, quello è proprio il luna park.

9) La metropolitana sopraelevata. Ho una passione viscerale per le metropolitane, una cosa ai limiti del patologico. È per questo che di fronte alle ferrovie sopraelevate che si vedono nei film americani comincio a saltare come un bambino la mattina di Natale. Tralasciando il fatto che sono dei capolavori di ingegneria e che sono bellissime da vedere, le metropolitane sopraelevate sono una costante nel cinema americano: come luogo d’eccezione per inseguimenti pazzeschi, o come scenario per storie più intimiste (ricordate il corto Paperman della Pixar? Dovreste).

10) La stazione di servizio. I film americani ci insegnano che le stazioni di servizio sono dei luoghi al confine del nulla, l’ultimo avamposto della civiltà prima della fine del mondo. Il bello di questi posti è che ci puoi trovare un po’ di tutto: non solo benzina e assistenza tecnica, ma anche un supermarket ben fornito e, se sei fortunato, un letto dove dormire. Se sei sfortunato, invece, ci troverai un proprietario maniaco, o finirai coinvolto in una sanguinosa rapina, o si scatenerà l’apocalisse zombie. Ma è tutto normale: sei in un film americano, dopotutto.

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6 pensieri su “10 luoghi mitologici che ho visto solo nei film americani

  1. Spassosissimo post!!!
    Effettivamente son tutti luoghi stereotipatissimi quelli che hai elencato.
    Così su due piedi mi vengono in mente anche:
    1. il bagno nella camera matrimoniale: non c’è famiglia americana che non abbia il bagno in camera. Beati loro…
    2. il parcheggio: hanno sempre enormi parcheggi, mai una volta che tribolano per lasciare l’auto in sosta
    3. negozi che vendono di tutto (dalla motosega ai surgelati) e che sono aperti h24. Una goduri

    • Hai perfettamente ragione! Il bagno in camera è un must, il parcheggio è il luogo ideale per le risse e i negozi effettivamente non chiudono mai (e sono sempre gestiti da immigrati).
      Grazie per il commento!

  2. Gli immaginari collettivi, che meraviglia. Anch’io avevo una top ten di luoghi iconico-mitologici che tipo nebbia avvolgevano il mio concetto di America, finché un giorno di qualche anno fa, per una serie di fortunatissimi eventi, sono stata catapultata dall’altra parte dell’oceano. Ho vissuto quei mesi con vero spirito antropologico e ho buone notizie per te: non sono solo leggende. Ecco, magari arresterei la fantasia per quanto riguarda il lattaio, un po’ troppo utopico. Ma posso dirti che ho mangiato in quella tavola calda, che avevo il cortile davanti casa, che adoravo i rumori provenienti dal campetto da basket. Grazie a Dio, non ho mai avuto ragioni valide per mettere piede in un motel! Avrei amato quella specie di fiera/luna park, ma a parte il pontile di Santa Monica, non ne ho mai beccato uno in giro. E purtroppo niente drive-in. Aggiungerei alla tua lista di meraviglie:
    1) i cimiteri di notte (ho fatto la pazzia di entrarci, ci ho beccato una troupe che filmava in piena notte e ti lascio immaginare l’infarto quando ho sentito grida atroci, che solo dopo ho realizzato provenire da un’attrice).
    2) i pontili, in California sono ovunque.
    3) le mega-misure. Ok, non sono un luogo fisico, ma davvero hanno maxi bicchieri per acqua e caffè, il latte venduto dentro contenitori a tanica così come i succhi di frutta ecc..
    4) i locali con le insegne a neon.
    5) i pub con dentro i jukebox (funzionanti e usatissimi).
    6) le scale antincendio metalliche a lato degli edifici.
    7) la sala riunioni negli uffici.
    8) quei mercatini in pieno centro che vendono fiori e frutta.
    9) quei locali in legno, col bancone e certe luci soffuse, dove non puoi fare altro che ascoltare Jazz.
    10) Holywood, è vera, esiste.

    E qui mi fermo, ma comunque confermo: l’America è uno spasso.

    • Grazie mille per il commento! Bello sapere che a volte la realtà supera la mitologia 🙂
      Anche la tua lista è parecchio leggendaria, almeno stando al mio immaginario cinematografico. Tra tutti, come ho fatto a dimenticarmi dei pontili? Dici California e penso ai pontili! E le scale antincendio fuori dagli edifici solo l’ABC di ogni inseguimento che si rispetti 🙂

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