It’s (not) a trap! Riflessioni a freddo sul teaser di Episodio VII

È passata una settimana da quando il primo teaser trailer di Star Wars – Il Risveglio della Forza si è svelato al mondo, e ancora se ne parla e se ne parlerà nei mesi a seguire. Inizialmente non avevo intenzione di aggiungere la mia voce al chiacchiericcio indistinto che ha accompagnato uno dei più grandi eventi mediatici dell’anno: ma poi ne ho letto e parlato così tanto che mi è venuto naturale mettere per iscritto la mia. Non si sa mai.

Riassunto delle puntate precedenti: scopro Star Wars da bambino, negli anni ’90, con le VHS della trilogia originale restaurata. Mi piace, e parecchio, ma è solo una serie di tre bei film: poi, nel 1999, vado al cinema a vedere Episodio I e mi si apre un mondo. Divento fan della saga, compro libri, videogiochi, memorabilia vari e aspetto con ansia il resto della nuova trilogia, che mi soddisfa ampiamente (credo che sia una questione generazionale: chi ha conosciuto Star Wars con la nuova trilogia non può che amarla). Nell’ottobre 2012 sono per caso davanti al pc quando arriva la notizia-bomba dell’acquisizione della Lucasfilm da parte della Disney, insieme al simultaneo annuncio dell’arrivo di una nuova trilogia: poi, di fatto, quasi più nulla.

Ora che sono passati alcuni giorni dalla pubblicazione del teaser, vorrei proporvi qualche riflessione sull’intera faccenda, mentre gli animi si vanno raffreddando e il contatore delle visualizzazioni su YouTube ha smesso di crescere vertiginosamente.

Nel corso degli anni la saga di Star Wars ha superato i confini della sala cinematografica, allungando i suoi tentacoli in tutti i settori dell’entertainment. È diventato un vero e proprio impero economico, con tutto quello che ne consegue: c’è un’industria, dietro Star Wars, che di volta in volta ha esaltato i propri fan con opere magistrali (nella mia esperienza, penso a videogiochi come Knights of the Old Republic o Jedi Knight) o li ha presi in giro con boiate insulse (il film in computer grafica The Clone Wars: in sala eravamo in tre, quel giorno). Tuttavia, sebbene l’anima commerciale della saga sia un elemento innegabile – e il passaggio del franchise alla Disney non potrà che accentuare questa dimensione – è altrettanto evidente che quello di Star Wars è diventato un vero e proprio universo parallelo, così fitto di personaggi e storie che diventa quasi impossibile districarsi: con precedenti che forse fanno cercati soltanto nella mitologia.

È con questa doppia anima che Star Wars è entrato a far parte della nostra cultura di massa. Oggi chiunque, anche chi non ha mai visto un film della saga, può esclamare “Che la Forza sia con te!”, e non so quante opere possano vantarsi di aver ridefinito a tal punto l’immaginario collettivo. Credo che, in un certo senso, Star Wars sia diventato un po’ di tutti: talmente radicato a livello globale da costituire, suppongo, un argomento di conversazione trasversale a popoli e culture. Ma non solo: è anche un argomento di conversazione comune a più generazioni. Chi era adolescente nel 1977, quando uscì il primo film, può capire cosa ha provato il ragazzino che si è affacciato alla saga nel 1999, così come quello che ancora ignora questo mondo e lo conoscerà soltanto nel 2015.

Ciò che mi sconvolge, di Star Wars, è proprio la sua capacità di attraversare il tempo sembrando sempre diverso, eppure sempre al passo coi tempi. La trilogia classica e la nuova trilogia non potrebbero essere più diverse, eppure questo teaser mi sembra imboccare una strada (almeno visiva) ancora diversa: un mix tra lo splendore scintillante degli ultimi anni e le carrozzerie sporche della vecchia trilogia.

Vedete, una delle cose che più mi intriga della trilogia che arriverà nei prossimi anni è la possibilità di vedere diversi autori – registi e sceneggiatori – mettere le mani su Star Wars. È un po’ un ritorno alle origini – la vecchia trilogia, in fin dei conti, è stata il risultato di più menti – ma è una cosa che spalanca possibilità infinite. Non conosco abbastanza J J Abrams, ma non vedo l’ora di vederlo all’opera con il suo film; ho apprezzato Gareth Edwards come regista di Godzilla, e sono sicuro che il suo talento tornerà utile in Star Wars; e di Rian Johnson mi è piaciuto Looper, quindi perché non attendere il suo contributo alla saga? Ecco, penso che ognuno di essi potrebbe dare la propria impronta personale, contribuendo ad arricchire, ciascuno a modo suo, l’orizzonte della saga.

Se è vero che ogni opera smette di essere del suo autore nel momento in cui viene pubblicata, allora questo discorso vale ancora di più per Star Wars: un universo ideato e portato alla luce da un singolo – George Lucas – in una situazione di generale ostilità, ma poi alimentato e portato all’estremo da un’infinità di altri individui. Con il passaggio alla Disney, oltretutto, è stato rimosso l’ultimo ostacolo a rendere la saga virtualmente infinita: il passaggio di testimone tra Lucas e la Disney significa anche che, quando lo stesso Lucas non ci sarà più, l’impero (commerciale e culturale) sopravvivrà al suo creatore. Certo, la prospettiva di vedere un film di Star Wars all’anno – tra saga canonica e spin-off – mi inquieta parecchio, e penso che prima o poi tutti, anche i fan più accaniti, si stuferanno: ma per ora le possibilità sono infinite, nel bene e nel male.

Viviamo un momento di crisi creativa generale, in cui le produzioni cinematografiche originali si contano sulle dita di una mano e i remake/prequel/sequel si apprestano a superare i film normali. Eppure, inutile negarlo, io aspetto con trepidazione il nuovo Star Wars: perché mi emoziono ogni volta che sento il tema musicale di John Williams; perché, in un certo senso, è l’opera di fantascienza per eccellenza; perché penso che questa saga sia l’essenza stessa della cultura popolare del nostro tempo, e farne parte è elettrizzante.

Nel mio ultimo post ho scritto che il bello dei trailer è immaginare, a partire dai pochi frammenti che ci sono concessi, come sarà il resto del film. L’arrivo di un trailer di Star Wars – di un trailer di questo tipo, poi: un film che apre un’intera stagione cinematografica! – è forse l’occasione migliore per sognare e lanciarsi in congetture su quello che sarà e non sarà. Quindi, adesso che questo primo teaser è arrivato, cosa c’è da dire? Ora che ci è stata concessa la possibilità di affacciarci sul futuro, cosa ne pensiamo? Quali riflessioni scaturiscono da questa prima, attesissima visione?

Essenzialmente, a quanto si legge in giro, è stato tutto un fiorire di: “ehi, cosa mi rappresenta quella spada laser a croce? E fiammeggiante, poi!” o di “uno Stormtrooper nero? Non si è mai visto uno Stormtrooper nero!” o anche di “un droide che rotola travestito da pallone da calcio? Aridatece Jar Jar Binks!”. 88 secondi di futuro ridotti a questo. True story.

Personalmente, il trailer mi è piaciuto parecchio (già, ho contribuito notevolmente al record di visualizzazioni). È vero, non racconta né spiega nulla di come sarà il film: ma è soltanto un teaser, non è questo il suo lavoro. Quello che questo trailer doveva fare – e mi sembra evidente che ci sia riuscito in pieno – era far parlare di sé. Che poi, se vogliamo, di carne al fuoco questi 88 secondi ne hanno messa parecchia: mostra tre nuovi attori nei loro ruoli, fa piroettare in aria un Millennium Falcon in forma smagliante, ci presenta un papabile cattivo, ci lascia intravedere che c’è ancora un Impero da combattere. Un trailer deve porre domande, dopotutto, non dare risposte.

Eppure sembra che l’esercito di fan di Star Wars, ormai talmente vasto da risultare fuori controllo, si aspettasse tutt’altro. Sebbene siano in molti ad aver apprezzato il teaser, la fazione che fa più rumore, come sempre, è quella dei detrattori, coloro che continuano a osteggiare qualsiasi cambiamento che si discosti dal rigore della saga originale. Un atteggiamento conservatore che forse trae origine dalla delusione della nuova trilogia, o forse dalla paura di vedere la saga di maggior successo nella storia del cinema nelle mani della Disney, ma che si concretizza in una serie di commenti e atteggiamenti che lasciano suggerire un’unica via: quella che porta verso il passato.

Per tutti i motivi sopra esposti, invece, credo che la saga sia destinata a imboccare la via per il lato luminoso della Forza: ben vengano le novità, ben vengano le scelte di rottura, ben vengano anche le bizzarrie. C’è un gruppo di persone, da qualche parte là fuori, che sta traghettando la saga più incredibile di tutti i tempi verso il futuro: e il futuro è sempre un posto affascinante, perché nessuno può dirci come sarà.

Il mio consiglio ai fan ortodossi della saga, quindi, è di lasciar perdere i dettagli inutili e ringraziare chi di dovere: ci attendono annate esaltanti. Tanto lo sappiamo tutti: il prossimo film di Star Wars sarà il peggiore di sempre. Lo vedremo “solo altre tre volte. Oggi”.

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5 pensieri su “It’s (not) a trap! Riflessioni a freddo sul teaser di Episodio VII

  1. Ti parla uno che preferisce la trilogia nuova a quella vecchia e che ha letto abbastanza sull’Universo Espanso da vedere astronavi-lettera dalle forme assurde e spade laser allungabili e a frusta… continuo ad essere prevenuto, mi spiace, e non perché “vecchio è meglio”. Di Abrams non mi fido abbastanza, già solo il teaser sbrilluccica troppo; né mi fido della Disney, continuo ad aver paura di una probabile accademia Jedi piena di adolescenti problematici. Ben vengano futuri trailer più rassicuranti, questo ha fatto vedere poco (giustamente), puntando proprio a sottolineare la presenza dello stormtrooper nero e dello spadone a croce che “manco Rutger Hauer in Ladyhawke”. Penso che qualsiasi fan/nerd/fanatico abbia subito adocchiato quelle cose, non c’era molto altro e quindi si sono scatenati su quello. Il fanboy della prima trilogia è cocciuto, dal ’99 in poi vede tutto nero.

    • Abrams, come ho detto, non lo conosco abbastanza per non fidarmi di lui; ma devo dire che lo stile visivo del trailer mi ha convinto (più che sbrilluccicante lo definirei… non so, mi manca il termine; è comunque diverso dagli altri, ecco).
      Sulla Disney: credo che, alla fine, dentro al film non ci saranno tante contaminazioni per famiglie; in compenso, ho visto già da diversi mesi i Disney Store addobbati con il logo di Star Wars. Credo che le ripercussioni più grandi dell’acquisizione si avranno fuori dall’ambito cinematografico, ecco.
      Quanto ai fan: hai presente quando “il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito”? Mi hanno fatto proprio la stessa impressione.

      • “Il saggio indica la luna boscosa di Endor e lo stolto guarda il dito”… (scusa, sono un po’ fanatico anche io)

  2. Pingback: Rogue One, una storia di Star Wars | Troppo lontani dalle stelle

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