Guardiani della Galassia: al cinema come una volta

Da bambino, mio fratello non si separava mai da un pupazzo a forma di procione. Aveva anche inventato un mondo e delle storie che lo vedevano protagonista. Un giorno, fantasticando con me e un nostro amico su dei fantomatici episodi VII, VIII e IX di Star Wars (fantomatici per l’epoca, almeno), disse che uno dei protagonisti di questi film sarebbe stato un procione. Al che il nostro amico commentò: “Beh, ai bambini piacerà, ma ai grandi fan?”

Avremmo mai immaginato, allora, che nel 2014 sarebbe uscito un film che ha tra i suoi protagonisti un procione? E che questo film sarebbe stato proprio di fantascienza? E che il suddetto procione avrebbe esploso centinaia di colpi lungo tutta la pellicola? Forse sì: se ci fossimo messi d’impegno la nostra fantasia da bambini ci avrebbe consentito di ipotizzare tutto questo. Ma c’è una cosa che non avremmo mai e poi mai potuto immaginare: che questo film sarebbe stato bellissimo.

Guardiani della Galassia è uno dei film più belli che io abbia visto al cinema nel 2014, e questo è un fatto sorprendente per più di un motivo. Primo: non amo i supereroi, e di conseguenza non sono un fan della Marvel; non ho visto Avengers, per dirne una, e conosco soltanto molto superficialmente questa mastodontica operazione commerciale che porterà a un’invasione di cinecomic da qui all’infinito. Secondo: il film, alla mente analitica, non si presenta nel migliore dei modi; basterebbe anche il solo procione parlante e psicotico per allontanare una buona parte di pubblico. Terzo: nonostante i punti precedenti, per qualche strano motivo attendevo con ansia questo film, sin dal primissimo trailer; le aspettative, dunque, erano inspiegabilmente alte, ma non sono state tradite. Anzi.

Questo film ha talmente tanti lati positivi che non so da dove cominciare, quindi partirò da una premessa: Guardiani della Galassia non è un film per tutti i gusti. Non è assolutamente un film per tutti i gusti. È un film molto nerd, in più di un senso: c’è la fantascienza, c’è il fumetto, c’è il videogioco. È un’opera costruita a tavolino per eccitare una parte del mondo e per essere odiata da tutti gli altri. Se però riuscite a passare sopra a tutto questo, vi ritroverete nel buio della sala cinematografica a guardare un meccanismo a orologeria assolutamente perfetto.

Partiamo da qui: Guardiani della Galassia è, dall’inizio alla fine, un film senza un attimo di tregua. E non solo perché è pieno di scene d’azione, battaglie e inseguimenti: ma anche, e soprattutto, perché gli eventi si susseguono uno dopo l’altro a un ritmo indiavolato. All’inizio questa scelta è un po’ spiazzante: nel primo quarto d’ora lo spettatore viene bombardato da fatti, nomi, razze, pianeti e personaggi, al punto che rischia di perdere la bussola e trovarsi disorientato. Ma questa sensazione dura poco: il film prosegue a tutta velocità verso nuove storie e nuovi intrecci, e a quel punto diventa del tutto naturale seguire le vicende dei protagonisti. Alla fine del primo tempo, dopo 40 minuti, ho avuto la sensazione di aver già assistito a tanta di quella roba che normalmente avrebbe riempito un film intero: e invece mancavano ancora 70 goduriosi minuti all’ultimo respiro. Avercene di film così!

Basta poco non solo per prendere le misure al ritmo imposto dal regista, ma anche per appassionarsi ai protagonisti, i Guardiani della Galassia (loro malgrado) del titolo. Non avendo letto il fumetto alla base del film, di loro non sapevo nulla: temevo fossero dei supereroi, invece sono degli autentici freak alle prese con una storia più grande di loro. Conoscerli è stato un vero piacere, dato che raramente ho visto un team così fenomenale sul grande schermo (forse giusto in qualche videogioco): ironici, scanzonati, impavidi, perfino sadici, ma in fondo puri di cuore (ciascuno a modo suo). Lascio a voi il piacere di scoprire le loro storie: mi limito a dire che tutto funziona a meraviglia, dal modo in cui i loro destini convergono a quello in cui decidono di andare avanti insieme. Sono personaggi che vanno oltre l’epicità: sono giganti, e per quanto mi riguarda la cultura pop ha trovato dei nuovi idoli. (Va da sé che Rocket Racoon è una spanna sopra tutti gli altri)

Gli autori del film sono stati bravi e intelligenti nel cogliere il registro perfetto per affrontare la pellicola. Sin dalle prime scene viene messo in chiaro che il tono del film sarà ironico e scanzonato, come raramente si è visto in un film che non fosse una parodia. Personaggi che ballano nei momenti meno opportuni, gente che scherza e fa battute mentre intorno infuria la battaglia, canzoni che esplodono in colonna sonora per sdrammatizzare i momenti tragici, dialoghi surreali: ogni scena è una trovata geniale che si inserisce perfettamente nel contesto generale della pellicola. Il film, in poche parole, non si prende sul serio: come è giusto che sia, visto che si tratta di un fumettone. A pensarci bene, forse è proprio questo tono uno dei pregi principali del film: senza di esso, Guardiani della Galassia sarebbe stato soltanto il solito film di fantascienza dal bel design, e non un film con una personalità ben precisa e definita.

Fantascienza: già, perché Guardiani della Galassia non è un film di supereroi, nonostante il marchio Marvel. È invece un grandissimo film di fantascienza, intesa nel senso più comune della space opera: pianeti inesplorati, distese di galassie, cinture di asteroidi, grandi incrociatori spaziali che oscurano il sole, razze aliene per tutti i gusti. Ora, non so quanto il film abbia attinto dal fumetto e quanto sia stato creato ex novo per la pellicola, ma certe intuizioni sono assolutamente geniali: cito, su tutte, la stazione mineraria all’interno della testa mozzata di una creatura ancestrale (!), che apre un universo intero di orizzonti inesplorati. Bellissimo anche il design generale della pellicola: tra pianeti abbandonati, avanzatissime città futuristiche (un po’ standardizzate, a dire il vero) e astronavi originali (l’ammiraglia nemica che si “attorciglia” su se stessa… wow!) anche i palati più fini troveranno qualcosa da ricordare.

Certo, Guardiani della Galassia racconta una classica storia di bene vs. male, con un manipolo di eroi in lotta contro un oscuro signore dai poteri sovraumani, a sua volta fantoccio di una minaccia ben più grande. Ma se la trama è lineare, quello che mi ha colpito è la quantità abnorme di personaggi – buoni, cattivi e incerti – che entrano in gioco nel corso della storia: l’intreccio si complica e si arricchisce con le storie e le rivalità dei singoli, aprendo prospettive senza fine per il futuro (è già previsto un sequel). E nonostante tutto – dove per tutto intendo: sparatorie e battaglia – alla fine si rischia anche la lacrimuccia, dannazione!

Una menzione d’onore: la colonna sonora. Attraverso l’espediente della musicassetta, la musica del film è in parte intradiegetica (facciamo finta che ho studiato): sentire hit anni ’70 e ’80 all’interno di un film del genere crea un cortocircuito mentale a dir poco stupefacente. Scelta pazza ma azzeccatissima, così come i riferimenti alla sottocultura popolare di quel periodo (vedi la gag su Footlose o la scena dopo i titoli di coda): è proprio vero, come immaginato in Player One, che gli anni ’80 sono il paradiso dei nerd?

Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questo post, cercando di sbollire l’euforia del momento per mettere a fuoco il reale valore di Guardiani della Galassia. Ma alla fine, anche davanti al pc, nei miei occhi continuano a scorrere le immagini di questo film: che è riuscito nell’impresa di divertirmi, emozionarmi e appassionarmi come, purtroppo, sempre più raramente mi capita al cinema.

In un articolo apparso su BadTaste a luglio, poco prima dell’uscita americana della pellicola, Francesco Alò paragonava Guardiani della Galassia a Star Wars, dicendo che, dopo questo film, non sarà facile per J. J. Abrams reggere il confronto. Il paragone è azzardato, certo: Guardiani della Galassia manca della profondità e dei temi della saga di Star Wars, e per scelta è molto più leggero e anticonformista. Ma a livello di spettacolarità, ritmo ed epicità, questo è un film con cui in futuro saranno in molti a doversi confrontare. E a tutti tremeranno le gambe.

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2 pensieri su “Guardiani della Galassia: al cinema come una volta

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