10 film che tutti odiano (tranne me)

Qualche settimana fa mi è capitato di leggere un post molto interessante sul blog di Wwayne: si intitola I 10 film che tutti odiano tranne me, e trae a sua volta ispirazione da un post del blog Serenate Cinematografiche. L’idea mi è sembrata carina, così ho deciso di copiarla riprenderla per tirare fuori i miei personali scheletri nell’armadio.

Prima di cominciare, mi sento in dovere di fare un paio di premesse (leggi: mettere le mani avanti). I film che seguono sono tendenzialmente molto noti ma poco amati, dal pubblico, dalla critica o da entrambi gli schieramenti. Io, al contrario, li considero tutti su una scala variabile che va dal decente al bello, fino ad arrivare, in un paio di casi, al capolavorico. Molto dipende, come sempre, da quando li ho visti per la prima volta (molti sono i film che mi hanno svezzato dal punto di vista cinematografico).

Detto questo, non sono i miei film preferiti nella vita. Forse neanche ve li consiglio, in fin dei conti. Insomma, è solo un modo per giocare e sputtanarsi un po’: anzi, mi farebbe piacere se diceste la vostra nei commenti. Cominciamo.

10) Pearl Harbor (di Michael Bay, 2001). Io lo so che questo film trasuda patriottismo a stelle e strisce da ogni fotogramma, che non è altro che un interminabile melodramma amoroso, che gli americani sono belli e muscolosi e i giapponesi sono solo “sporchi musi gialli”. Lo so, credetemi, e ne sono consapevole. Ma è il classico film che ogni volta che passa in tv rivedo volentieri: sarà per la musica di Hans Zimmer (bella), sarà per la lunga sequenza dell’attacco (ben fatta, suvvia), sarà per il cast di contorno (vi dovete affezionare ai personaggi secondari, tipo quelli di Cuba Gooding jr o Tom Sizemore o Ewen Bremner). E comunque una lista del genere senza un film di Michael Bay non sarebbe stata la stessa.

9) Slevin – Patto criminale (di Paul McGuigan, 2006). Quando questo film uscì al cinema lo snobbai alla grande. Lo vidi tempo dopo, quasi obbligato da un amico: e mi piacque oltre ogni umana comprensione. Conosco diverse persone che lo apprezzano, ma molti altri lo hanno etichettato come una copia mal riuscita di un film di Tarantino. Per me Slevin è un buon film pulp, divertente e intricato, violento e irriverente, che sembra non prendersi mai troppo sul serio. E poi è pieno di bei dialoghi da citare. E ha un cast in gran spolvero. Insomma, non è quella cosa inguardabile che qualcuno vorrebbe farvi credere.

8) Il gladiatore (di Ridley Scott, 2000). Ormai anche i sassi sanno che: si vede un orologio al polso di un centurione; le scritte in latino sono sbagliate; c’è il cupolone sullo skyline di Roma; le balestre nell’antica Roma, che orrore!; e comunque Commodo non muore così. Solo per citare quelli che ricordo a memoria, di errori grossolani. Dico sempre che, se mi fossi voluto documentare sulla Roma imperiale di Marco Aurelio e Commodo, avrei comprato un libro di storia; ma quel giorno di tanti anni fa sono andato al cinema, e quello che volevo era esattamente questo baraccone americano pieno di frasi a effetto, musica epica e scene memorabili. Se fosse stato storicamente accurato sarei stato il primo a rallegrarmene, ma tant’è.

7) La tempesta perfetta (di Wolfgang Petersen, 2000). Un film che forse non è poi così conosciuto, almeno in Italia, ma che in ogni caso è piaciuto poco alla critica. E invece non solo è un bel film, ma è anche uno dei migliori adattamenti cinematografici di un libro che io abbia mai visto. Peraltro, a sua volta, il libro è ispirato a una storia vera – “una storia vera di uomini contro il mare” – il che rende tutto ancora più coinvolgente. Musica bellissima di James Horner. E poi, come dico sempre, sul retro del VHS c’era una delle tagline più belle di tutti i tempi: “Chi immaginava che l’inferno fosse bagnato?”

6) Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà (di David Zucker, 2003). Ok, qui andiamo sul pesante. Ma non posso farci niente: Scary Movie 3 è un film leggendario per me, talmente infarcito di gag e battute che non riesco a smettere di ridere neanche adesso che sto scrivendo queste righe. Il problema delle parodie è che bisogna conoscere a memoria il prototipo, altrimenti si viene tagliati fuori: e il fatto che questo film abbia messo sotto tiro prevalentemente film della mia generazione ha di certo aiutato. Oppure sono io che ho un senso dell’umorismo stupido. Il Presidente di Leslie Nielsen è da applausi, le scene con i rapper mi fanno piegare in due, la parodia di Matrix fa scompisciare. Ma la scena più bella di tutto il film, per me, è questa chicca.

5) The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo (di Roland Emmerich, 2004). Tra i film catastrofici (genere che apprezzo e che prima o poi si meriterà un post a parte), questo è uno dei miei preferiti. Non solo è ben fatto e spettacolare – elementi imprescindibili in un film di questo tipo – ma si sforza anche di dare una spiegazione scientifica plausibile alla distruzione che si scatena sullo schermo. È la sagra dei buoni sentimenti, certo, ma i tornado che distruggono Los Angeles, l’onda anomala che seppellisce New York e la nuova era glaciale non si dimenticano. E poi per Roland Emmerich vale lo stesso discorso fatto per Micheal Bay: potevo non inserirlo in questa lista? (Ho avuto persino l’imbarazzo della scelta: sono stato indeciso fino all’ultimo tra questo e Il Patriota)

4) Windtalkers (di John Woo, 2002). Classico film da prima serata di Rete4, Windtalkers è stato un tonfo al botteghino ed è stato massacrato dalla critica. Me ne vergogno parecchio, ma a me invece è piaciuto: non solo racconta un lato poco conosciuto della Seconda Guerra Mondiale, ma mette in scena anche dei personaggi umanissimi alle prese con dilemmi morali notevoli. Oppure è soltanto una scusa per due ore di battaglie ed esplosioni. È vero che c’è Nicholas Cage, ma ci sono anche Adam Beach (che interpreterà un ruolo non dissimile nel bellissimo Flags of our Fathers) e un Mark Ruffalo prima maniera.

3) La mummia (di Stephen Sommers, 1999). Vedere questo film a dodici anni mi ha condannato ad amarlo per l’eternità. All’epoca, tutto era assolutamente perfetto: era spettacolare, pieno di azione e avventura; era spaventoso, con tutti quei cadaveri putrescenti in giro per l’Egitto; e faceva anche ridere, grazie ad alcuni personaggi veramente indovinati. Era un Indiana Jones ancora più scanzonato, con più fantasy e più effetti speciali. Sono anni che non lo vedo, ma credo che non potrò mai odiarlo: mi emozionerò sempre quando la tempesta di sabbia insegue l’aeroplano o quando la mummia tornerà dal mondo dei morti assetata di carne umana. E poi c’è John Hannah, che fa sempre simpatia nei film.

2) Cars – Motori ruggenti (di John Lasseter, 2006). Per anni, Cars è stato il film Pixar con il punteggio più basso su Rotten Tomatoes e compagnia bella: poi finalmente è arrivato Cars 2 a privare il primo episodio di questa onorificenza. Cars è stato a lungo il film Pixar più bistrattato, anche e soprattutto dagli stessi fan dell’azienda di Lasseter & co. Io, invece, l’ho adorato dal primo momento e l’ho sempre difeso a spada tratta. Cars è un film geniale ed emozionante: la Pixar fa quello che sa fare meglio, cioè costruire mondi alternativi abitati da non-umani, e ci aggiunge una storia toccante di caduta e rinascita. La corsa finale mi fa commuovere anche oggi che l’ho vista un milione di volte.

1) The Village (di M. Night Shyamalan, 2004). Fermi tutti. A distanza di anni ancora non capisco perché la gente ce l’ha con questo film. The Village, per me, è un piccolo capolavoro: Shyamalan non ha mai più fatto un film così (anzi, ha dato il peggio di sé). Quando uscì al cinema, il commento generale era che il film era brutto “perché non fa paura”: un’argomentazione un po’ superficiale, ma indotta da un trailer che spacciava il film per un horror, cosa che non è. The Village è invece una bellissima riflessione sul concetto di utopia, mascherata da thriller psicologico e sorretta da un cast in stato di grazia, in cui tutto è costruito magistralmente a beneficio del ribaltamento finale. Merita davvero di essere rivalutato.

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12 pensieri su “10 film che tutti odiano (tranne me)

  1. “The Day After Tomorrow” l’ho messo anche nella mia lista, e pure “Slevin” mi è piaciuto.
    Degli altri non me ne è piaciuto neanche uno, ma se fosse il contrario si perderebbe quel gusto di “solo contro tutti” che caratterizza questo genere di articoli 😉

  2. Scelte decisamente coraggiose, il che è ammirevole in un post di questo tipo. Su tutte “Cars”, che davvero sembra non sia piaciuto a nessuno – me compreso – qui da noi (poi ne hanno fatto seguiti e spin-off, ma quella è un’altra storia).

    La scelta che più condivido nella tua lista è senza dubbio “La Mummia”, che anche a me – ai tempi – ha divertito parecchio. Anzi, forse io c’avrei messo addirittura “La Mummia 2”, ancor più pieno d’azione, mostri assurdi e tamarrate all’ennesima potenza.

    • Purtroppo “Cars” sono in pochi ad apprezzarlo, chissà perché: forse è il tema automobilistico? A me sembra delizioso.

      Quanto a “La Mummia” c’è poco da aggiungere, se non che anche io – all’epoca – apprezzai il seguito. Pensa che mi sono andato a vedere al cinema persino il terzo episodio (ambientato in Cina): sono proprio un fan accanito!

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